Paguri Bernardi
Locanda
L'insegna traballava e lui seguì il rumore
entrò nella locanda in cerca del suo umore
dapprima voci, nebbia, canti, risa, odori
innanzi facce cupe immerse nei liquori.
Tra loro un ometto dall'aria impertinente
incominciò a guardare l'uomo stranamente.
"Non dargli retta" dissero in coro,
"è un povero scemo senza decoro,
non dargli retta noi lo sappiamo,
è un uomo strano lo conosciamo".
Il piccolo ospitale, serenamente
offrì da bere all'uomo gentilmente
"brindiamo insieme ai nostri amori
alle nostre voglie e a chi ce le toglie,
non diamo attenzione alle loro stoltezze
pensiamo a chi gode delle nostre gentilezze". Il forestiero ormai inebriato
disse "Mi ricordo quando ho amato.
So che è importante ed entusiasmante,
ma parlarne ora diventa straziante".
L'ometto fu contento delle confidenze,
ma venne ancora aggredito dalle maldicenze.
"Non dargli retta" dissero in coro,
"è un povero scemo senza decoro,
non dargli retta noi lo sappiamo,
è un uomo strano lo conosciamo".
"Questa sera son contento, caro signore,
e ti voglio mostrare il mio amore".
Si tolse la maglia e la canottiera
disse "sei il primo di questa sera".
L'uomo lo fissò frastornato...
e vide agitare il braccio tatuato.




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